A che punto siamo?

A che punto siamo?

di Francesco Cortimgilia -
Numero di risposte: 2

Carissime/i, come state? 

 

Nel nostro ultimo incontro contavamo di rivederci a giugno.

 

Mi accorgo però che non abbiamo condiviso i documenti del 21 aprile e con essi le acquisizioni e le domande che orientano gli sviluppi del nostro lavoro.

Senza pretendere di esaurire il contenuto dell’incontro (aiutatemi a completare) due questioni sono state al centro del nostro lavoro: la prima è quella del modello matematico.

Allego le prestazioni di Adalberto e Rosa (Angela, condividi anche la tua?), e aggiungo una breve presentazione per condividere con voi un modo di presentate la questione di Alfio Quarteroni. Si tratta di una questione centrale. Mi piacerebbe tornarci insieme.

 

 

Adalberto, come sapete, ci ha fornito, nell’ambito della sua proposta  sulla dimensione sociale del ragionamento matematico, un esempio di utilizzo di modello matematico e ci ha posto una seconda questione: i compiti autentici, che suggerisce una direzione di indagine: affrontare i problemi di apprendimento lavorando su problemi autentici con le diverse discipline  (Adalberto ci suggerisce Tessaro F., Compiti autentici o prove di realtà, in “Formazione e Insegnamento”, vol. 12, n. 2, 2014 , in <https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/siref/article/view/1119>)

 La proposta di Adalberto si può sintetizzare così (corregimi Adalberto): costruire un percorso curricolare di più materie che attorno a problemi autentici, generino “agire riflessivo in situazioni di realtà” (come negli esempi che abbiamo raccontato e discusso).

 

Ricorderete che io (per l’influenza delle mie recenti scoperte sull’origine dei numeri naturali, razionali e irrazionali) ho sottolineato il fascino rappresentato dai problemi che hanno generato la scienza, che qualche volta possono apparire speculazioni interne alla disciplina, ma che nella loro radice sono sempre problemi reali ed autentici (e in qualche misura sempre pluridisciplinari)

Fin troppo ovvio che i due approcci non si escludono. Parliamone.

 

 

Nell’ultimo incontro Rosa ci ha dato elementi per capire meglio i numeri razionali. Del significato dei numeri irrazionali ancora non abbiamo parlato.

Da questi elementi deriva per me un piano di lavoro a cui potrò dedicarmi nelle prime settimane di luglio. Ovunque voi siate (spero in vacanza) ci vediamo per un momento di confronto? Che ne dite di giovedì 13 luglio alle 18.00?

 

In riposta a Francesco Cortimgilia

matematica e neuroscienze

di Abele BIANCHI -

Nonostante il mio grande interesse per l’argomento, devo seguire un po’ saltuariamente il lavoro del gruppo a causa di altri impegni. Inoltre, in questi ultimi 4 mesi ho avuto anche un periodo di salute precaria (frattura del piede destro (45 giorni di immobilità) e il Covid che io e mia moglie abbiamo fatto con sintomi significativi che si sono protratti nel tempo); infine, da quando sto bene, 5 pomeriggi alla settimana faccio, più che volentieri, il “nonno sitter”. 

Per ciò che riguarda il mio contributo a questa ricerca, mi è venuto in mente che nei primi anni 2000 nella scuola di cui ero preside, la psicologa dei CIC mi disse che nei metodi di insegnamento/apprendimento, la conoscenza delle Neuroscienze è molto importante. Stava seguendo, infatti, uno studente ritenuto dalla sua insegnante negato per la matematica; dopo una serie di interventi da parte mia e della psicologa sul C. di Cl. questo studente ha superato il senso di colpa dovuto ai brutti voti in matematica. Quindi dopo il diploma ottenuto con un ottimo voto, si è iscritto a Matematica laureandosi brillantemente.

Questo ricordo mi ha stimolato a riprendere lo studio delle Neuroscienze associato ad una didattica multidisciplinare di cui la matematica ricopre un importante ruolo. In rete si trova molto materiale; a titolo di esempio vi invito a visitare questi 2 link tra i tanti: 

https://www.neuroscienze.net/imparare-la-matematica-con-il-corpo/

https://www.altuofianco.blog/le-neuroscienze-ora-confermano-che-tutti-possono-diventare-bravi-in-matematica-ecco-perche-dovremmo-cambiare-modo-di-insegnarla/

Consiglio anche il libro: Neuroscienze, apprendimento e didattica della matematica

Credo, pertanto, che nel progetto dovremmo tener conto delle Neuroscienze.

Un caro saluto a tutti

Abele

In riposta a Francesco Cortimgilia

Ri: A che punto siamo?

di Renza CAMBINI -

Carissimi

questo periodo dell'anno è per me piuttosto proibivo. mentre voi pensate a un periodo meno intenso io mi ritrovo ad aiutare Glauco a non soccombere agli adempimenti fiscali conditi sempre di qualcosa di nuovo, come la rottamazione ...

Tuttavia non mi sono dimenticata che dopo i numeri naturali, razionali e irrazionali volevo anche parlare di quelli immaginari. 
Ho comprato anni fa un libro "l'equazione impossibile) e l'ho anche iniziato ... ma certo non posso riprendere la lettura prima delle ferie "vere".

Ho trovato anche un bell'articolo ed è buffo che io sia in totale disaccordo con l'autore sul fatto se la matematica scopra o inventi...

Ma forse è proprio questa una bella questione (naturalmente transdisciplinare - non per dibattere ma per confrontarsi sulle posizioni) che ha a che fare con i modelli... e in generale con - l'agire riflessivo in situazioni di "realtà" - 

L'argomento di questo forum ci appassiona ma inevitabilmente mi interroga sul bisogno di esplicitarne il senso anche professionale e personale.

Un abbraccio

Renza