Allego le due slide che ho utilizzato l’11 novembre, ma ne anticipo qui il contenuto con qualche chiosa. Le slide propongono, a partire dai Quadri di riferimento Invalsi, tre suggerimenti e una proposta operativa che riguardano la progettazione didattica in generale, ma che immagino possano essere riferiti, opportunamente declinati, anche alla didattica della Matematica.
Tre suggerimenti
Invalsi si limita a informarci del basso livello di competenza dei nostri allievi o fornisce (con le prove e con i Quadri di riferimento) qualche suggerimento per migliorare la didattica?
Penso che dalla lettura incrociata dei Quadri di riferimento Invalsi e delle Indicazioni nazionali possano essere tratti tre suggerimenti complementari.
Il primo suggerimento, possiamo chiamarlo della “competenza in azione” e sintetizzarlo così: occorre progettare un percorso che parta dall’analisi della competenza e indichi i comportamenti che ci si attende dallo studente e i livelli di competenza che è chiamato progressivamente a raggiungere.
Il secondo suggerimento, è quello della “problematizzazione” che avvia e sostiene il percorso di insegnamento-apprendimento, e possiamo sintetizzarlo così: nella interazione didattica occorre partire da una problema (il contenuto culturale), e dalla relativa individuazione di un compito di realtà, per attivare l’apprendimento e sostenere e osservare la competenza in azione.
Il terzo suggerimento è quello della “valutazione come atteggiamento riflessivo” che accompagna tutto il percorso, e può essere sintetizzata così: utilizza l’analisi della competenza per indicare l’obiettivo da raggiungere e guidare chi apprende a riconoscere i comportamenti attraverso cui avvicinarsi progressivamente al risultato.
Indicazioni operative
La mia opinione, come ho avuto occasione di dirvi, è che da questi suggerimenti si possano trarre indicazioni operative concrete, fondate pedagogicamente e con riscontro nella normativa, di cui mi piacerebbe valutare la viabilità per la didattica della Matematica.
Credo che accogliere questi suggerimenti significhi fare esperienza di una progettazione didattica professionale che preveda la individuazione di alcuni elementi:
1) Il traguardo (la competenza): individuare la competenza e i comportamenti che la definiscono, le conoscenze da mobilitare. Le “Indicazioni nazionali” e i “Quadri di riferimento” Invalsi possono esser un utile punto di partenza.
2) Gli strumenti di valutazione (griglia e rubrica): costruire una griglia di valutazione che mostri il processo di apprendimento, e una rubrica che descriva i livelli di padronanza per ciascun descrittore. I “Quadri” Invalsi e il Framework Europeo delle lingue forniscono strumenti utili, messi a punto dalla ricerca internazionale.
3) Gli elementi chiave del percorso (il problema e il compito): dare sviluppo dell’azione di insegnamento-apprendimento, prefigurata in griglia e in rubrica, vista ora nella sua dimensione operativa. L’interazione nell’ambiente di apprendimento può avere le caratteristiche più diverse, ma parte dalla problematizzazione e si concentra in un compito nel quale la competenza può essere vista in azione.
A proposito della competenza in azione
È un’espressione che traggo dal QCER (Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue). Si tratta di un pleonasmo, perché la competenza è in azione o non è, ma è opportuno usarlo per contrastare la tendenza a schiacciare l’analisi della competenza sulla struttura epistemologica della disciplina e, in particolare, su concetti, teorie, saperi procedurali, tralasciando la parte più vitale: i contenuti culturali (i problemi da affrontare con le discipline) e i metodi di indagine. L’analisi della competenza deve guardare all’azione di chi apprende utilizzando le discipline, non direttamente alle discipline e al loro contenuto epistemologico.
