Invio, come promesso, la riflessione di Luigi sul gruppo e la matematica e allego anche lo schema a cui fa riferimento (da p. 29 di OPPIdocumenti 1988).
La posizione di Luigi (gruppo e matematica sì, ma…) trova evidente sintonia con quanto abbiamo ripetuto contro la matematica scolastica che fa riferimento ad una dottrina cristallizzata che ha già le soluzioni giuste e con la necessità, invece, di affrontare situazioni reali nelle quali individuare il problema.
Mi pare che ci sia una significativa sintonia anche con i continui riferimenti nelle “Indicazioni” alla Matematica come strumento per operare nella realtà e i ripetuti inviti ad evitare di ridurre le conoscenze matematiche a un insieme di regole da applicare per risolvere problemi standardizzati.
Cercherò domani la scheda su “razionalità assoluta” e “razionalità limitata”a cui fa riferimento Luigi.
L’illusione di una scienza e di un campo di esperienze governato da razionalità assoluta può essere rassicurante, ma è una semplificazione mortificante non solo per le potenzialità del gruppo, ma anche per la formazione delle persone e per la stessa dignità della scienza a cui ci rivolgiamo per la costruzione di competenze.
Proverei però a tener presente l’ammonimento di Lisa: facciamo attenzione al rischio paradossale che la ricerca di contesti di realtà nei quali vivere la matematica possa risultare complicata, forzata, artificiosa.
Semplicità e discrezione, dunque, nell’invito alla realtà e negli esempi, perché la scelta di ciò che può essere considerato reale dagli allievi dipende dagli allievi e dal contesto in cui vivono. (I libri di testo sono troppo ricchi?).
Suppongo poi che, evidenziate la finalità della Matematica nella risoluzione di problemi, orientato l’insegnamento alla relativa competenza, non è poi impossibile dedicare una parte del lavoro ad esercitazioni e giochi che puntino all’esercizio della abilità e prevedano un risultato certo. Che ne dite?
