Insegnare Italiano, Insegnare matematica

Insegnare Italiano, Insegnare matematica

by Francesco Cortimgilia -
Number of replies: 19

Carissime/i,

a partire da un esame dei risultati Invalsi, abbiamo avviato nella mia scuola una riflessione sulla didattica dell’Italiano e della Matematica. 

 

Un primo risultato è nel documento che vi invio: una riflessione sulle competenze in Italiano condivisa con le amiche e gli amici del Centro Fazio-Allmayer. 

 

Trovo però che l’esigenza più sentita nella scuola (non solo nella mia) riguardi la matematica. 

 

Per questo, come anticipato giovedì in assemblea, mi piacerebbe attivare un gruppo di lavoro sulla didattica della matematica riprendendo precedenti proposte ed esperienze associative. 

Mi aiutate a recuperare i documenti che abbiamo prodotto nel tempo in OPPI sulla didattica della matematica? 

 

Penso che alcuni problemi siano simili a quelli della didattica dell’Italiano e che una ricognizione delle competenze di matematica (analoga a quella del documento allegato) possa giovare come documento preparatorio. 

 

Che ne dite?

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Ri: Insegnare Italiano, Insegnare matematica

by Renza CAMBINI -

Caro Francesco

il tema che poni è veramente  interessante e ha sempre appassionato sia me che Adalberto Codetta.

Già la ricerca sullo Zero, sempre attuale, dimostra quanto si perda dell'insegnamento ricevuto e come questo non produca competenze che rimangono nel tempo.

Inoltre mi risulta che la matematica del 900 non sia ancora entrata nei libri di scuola.

Non essendo più a scuola, confido nell'esperienza che nascerà l'anno prossimo: mio nipote farà la prima liceo scientifico ... 

Indubbiamente i matematici sono gente strana ma le loro storie sono spesso appassionanti e mostrano gli intrecci delle loro "iINVENZIONI" (si noti che non ho scritto SCOPERTE) con vari altri ambiti scientifici come la fisica, la biologia, ...

Grazie

Renza

 

 

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Ri: Insegnare Italiano, Insegnare matematica

by Angela LANDONIO -

Caro Francesco

Io da sempre sono intrappolata in questo ambito, non ho mai lavorato con voi sul tema ma sono da tempo interessata alle questioni di DIDATTICA della MATEMATICA. quindi io ci sarei molto volentieri.

Un caro saluto

Angela

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Ri: Insegnare Italiano, Insegnare matematica

by Adalberto CODETTA RAITERI -

Caro Francesco,

intanto grazie per la tua proposta è una sfida che accolgo con qualche preoccupazione non è per nulla facile ed io sono fuori dalla scuola da otto anni. La mia collaborazione, se può essere utile, si muove entro questi limiti.

Per quanto riguarda le riflessioni di matematica in OPPI ricordo un articolo pubblicato dal gruppo ATCF che sto cercando. La ricerca "Lo zero e il senso comune" già citata da Renza, è del 2001  si occupava dell'effettiva incidenza di un contenuto di matematica nell'arco di tutto il curricolo con risultati  sconfortanti ma temperati da indicazioni per superare i  limiti di un insegnamento che prescinde dalla costruzione sociale dei contenuti.

In Italia vi sono o vi sono stati molti gruppi di ricerca didattica di matematica che gravitano attorno ai dipartimenti universitari.  Io li ho seguiti solo fino al 2005. Ricordo a Palermo il gruppo del compianto Prof. Filippo Spagnolo. A Torino la Prof Bazzini, aveva fatto fare una tesi di laurea sullo "zero e il senso comune". I lavori di questi gruppi non possono essere ignorati sia dal punto di vista dei metodi che dei contenuti. Anche il tema delle competenze di matematica è dibattuto in ambito accademico. I test Pisa e Invalsi sono il risultato di quel dibattito. Una prima operazione che il gruppo dovrebbe fare è acquisire da quell'ambiente contributi significativi in merito al tema che individueremo.

Già quale tema? Vogliamo costruire un gruppo di continuità curricolare o focalizzarci su un segmento scolastico?Probabilmente questo dipenderà da chi aderirà alla tua proposta.

Da un punto di vista pragmatico uno spazio per l'OPPI potrebbe essere squistamente metologogico:

-come favorire nei dipartimenti di matematica una discusisone costruttiva dei risultati dei test Invalsi?

-come individuare punti di forza e debolezza che emergono dai risultati Invalsi in matematica?

-quali indicazioni di metodo e contenuto emergono dai risulatati Invalsi in matematica?

Molte scuole lavorano in questa direzione ma su un tema così delicato necessitano di un supporto esterno.

Ciao Adalberto

 

 

 

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Ri: Insegnare Italiano, Insegnare matematica

by Adalberto CODETTA RAITERI -

Ho trovato un documento dell'OPPI del 1988 sulla matematica:

https://1drv.ms/b/s!ArahX53dnXe4h5pEa_MDgG-9umM2Cg?e=uYHSV5

Per costituire un gruppo di lavoro , oltre ai testi "storici" dell'OPPI  occorrerebbe esaminare documenti recenti. Qualcuno ha da proporne?

In reply to Adalberto CODETTA RAITERI

Ri: Insegnare Italiano, Insegnare matematica

by Angela LANDONIO -

Buongiorno

testi riferiti nello specifico alla didattica della Matematica ?

 

Angela Landonio

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Ri: Insegnare Italiano, Insegnare matematica

by Angela LANDONIO -

Parto con questi non solo didattica

Finalmente qualcuno ha scritto l'antologia della matematica senza pretendere di essere " storici" e di mettere nessun " punto e basta "

Se i ragazzi potessero arrivare a conoscere anche così la Matematica!

Un sogno ....

oppure così Stupore e Poesia

Angela

Attachment antologia della matematica.jpeg
Attachment matematica e poesia.jpeg
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Ri: Insegnare Italiano, Insegnare matematica

by Adalberto CODETTA RAITERI -

Penso anche io, come Angela, che questo gruppo dovrebbe riflettere su come inserire, in un'ottica curricolare la storia della matematica. Quando insegnavo nei bienni delle secondarie di secondo grado il libretto "La matematica da Pitagora a Newton" di Lombardo Radice, appassionava i miei studenti e ci lavoravamo sopra. All'epoca, però, tutti i miei tentativi di farne un'attività condivisa con gli insegnanti di lettere fallirono miseramente... forse anche per errori miei nel formulare la proposta. Resto dell'idea che la storia della matematica sia un buon modo per impegnare insieme l'insegnamento dell'italiano e della matematica  appassionando  sia gli insegnanti che gli studenti

Cito il documento di Francesco

Le disposizioni ad agire sono gli atteggiamenti individuali, nelle loro componenti emotive,
motivazionali e volitive: ciò che muove all’apprendimento, la conferma nello slancio iniziale che

che viene dalla percezione di potercela fare, la scelta di portare a termine i propri impegni
.


In reply to Adalberto CODETTA RAITERI

Ri: Insegnare Italiano, Insegnare matematica

by Abele BIANCHI -

Concordo pienamente con Adalberto e gli altri interventi.

Per molti anni anch'io ho insegnato matematica e fisica. Essendo anche un appassionato di storia le mie lezioni erano una simbiosi di eventi della storia della scienza e matematica che, secondo me è l'essenza della scienza stessa. Gli studenti erano molto interessati all'evoluzione storica di una idea che sfociava in un teorema o in un assioma.

Inoltre, portavo spesso in classe la "Settimana enigmistica" che da sempre riporta problemi ed enigmi matematici che stimolano il cervello a trovare soluzioni con una logica che, a volte, va oltre quella tradizionale (proposizioni e sillogismi). A proposito di logica da preside ho preteso dai consigli di classe programmazioni pluridisciplinari il cui fondamento era l'elaborazione logica del pensiero. I C. di Cl. del Liceo Classico sono quelli che hanno risposto con maggior entusiasmo.

 

Abele

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Ri: Insegnare Italiano, Insegnare matematica

by Angela LANDONIO -

Volevo solo fare una battuta

mi è sempre stato proposto nella formazione l' interconnessione fra Storia e Matematica e sapete io ho sempre avuto un pensiero " trovo una stretta connessione,  anche fra l'evoluzione delle competenze nei bambini in quest'ambito sin dalla prima età e la gradualità del pensiero matematico nell'evoluzione dell'uomo e ...

 

Veramente interessante il lavoro del tuo Istituto Francesco

Un grande saluto

Angela

In reply to Adalberto CODETTA RAITERI

Ri: Insegnare Italiano, Insegnare matematica

by Francesco Cortimgilia -

Carissime/i, ringrazio Adalberto, Renza, Angela, Irene e Rosa per la loro disponibilità, per i suggerimenti bibliografici e per esser già entrati, in vario modo, nello spirito della proposta.

Le cose che mi avete scritto e quelle che sto leggendo nei testi che mi avete inviato mi danno conferma che qui ci sono le giuste risorse per progettare e avviare una riflessione sulla didattica della matematica.

Vi dicevo che la proposta di un gruppo di lavoro nasce dalla riflessione avviata nella mia scuola  sulla didattica dell’Italiano e della Matematica a partire da un esame dei risultati Invalsi.

Riflessione che ha prima prodotto il documento riguardante l’italiano che vi ho inviato lo scorso 30 aprile, poi il documento sulle competenze matematiche che vi allego oggi.

Spero che, finiti gli esami di maturità e prima di andare in vacanza, ci si possa incontrare un momento per pensare a come strutturare, il prossimo anno scolastico, un percorso a partire dalle domande di Adalberto.

Vi segnalo che, su richiesta dei colleghi, ho trasformato il testo “Perché insegniamo italiano" in 11 brevi post sul blog del mio Istituto: per rendere più agevole la lettura e per consentire, nel corso dell’estate, un'interazione più semplice attraverso i commenti a ciascun post.

https://www.cassaraonline.it/wp/invalsi-non-basta/

Conto di fare la stessa cosa per la Matematica .

I commenti ai post sul blog non sono il luogo della costruzione del percorso, ma possono rappresentare un momento per problematizzare e incuriosire,  precisare e distinguere, ritornare su traguardi mai abbastanza consolidati e proporne di nuovi.

Per questo, mentre leggerò le osservazioni che vorrete continuare ad inviare, vi aspetto anche sul blog perché vi leggano anche i colleghi del Cassarà e del Centro Fazio-Allmayer, e quanti fossero interessati al percorso, anche al di fuori dalla mia scuola e dall’associazione.

Grazie e buona conclusione dell’anno scolastico/accademico/formativo.

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Ri: Insegnare Italiano, Insegnare matematica

by Anna CARLETTI -

Cari tutti,

ho seguito il discorso e apprezzato il lavoro su italiano, che mi trova allineata...

vedo che l'idea di ragionare sulla matematica prende piede, bene!

si potrebbe ragionare su un prossimo numero della rivista? magari anche contattando qualche esperto?

io ho apprezzato moltissimo il Prof. Pea, amico di Damiano... se interessa recupero i suoi scritti.

Credo che una riconsiderazione del curricolo di matematica sarebbe molto interessante, oltre che utile, viso cosa e come ancora si insegna a scuola

Grazie a tutti!

 

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Ri: Insegnare Italiano, Insegnare matematica

by Francesco Cortimgilia -

Buongiorno Anna.

A proposito del prof. Pea. Immagino si tratti di Beppe Pea.

Trovo interessante sapere di più sia sul suo insegnare "per concetti" la matematica (chi progetta per competenze non ha nessuna diffidenza per i concetti), sia la sua contemporanea attenzione al "corpo che agisce". Il fatto poi che (almeno nel libro che ho visto) si rivolga alla scuola primaria, può rappresentare un vantaggio proprio per la considerazione del curricolo a cui fai riferimento. Direi perciò di inserirlo senz'altro in bibliografia e se hai suoi scritti da recuperare e condividere, fallo senz'altro.

A presto

In reply to Francesco Cortimgilia

Ri: Insegnare Italiano, Insegnare matematica

by Andrea VARANI -

Carissime/i,

vedo con piacere che sul tema proposto da Francesco si sta strutturando un gruppo di ricerca, grazie ai contributi di diversi soci.

Non credo ce la faremo a trovare i tempi per una Conferenza di Servizio prima delle vacanze, ma sicuramente a settembre avremo occasione di discutere insieme sulle prospettive di OPPI.

In quell'occasione spero potremo formalizzare l'attività di questo gruppo. Con una proposta di ricerca delineata potrei contattare alcune insegnanti, al momento non OPPI, che penso sarebbero interessate.

Un caro saluto a tutti

Andrea

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Ri: Insegnare Italiano, Insegnare matematica

by Elide SORRENTI -

Carissimo Francesco, hai fatto bene a sollevare il problema dell’insegnamento della lingua italiana e della matematica nelle nostre scuole.

L’esito del recente concorso per accedere alla magistratura ha avuto un risultato clamoroso. Su 3.797 aspiranti giudici solo 220 hanno raggiunto la sufficienza nella prova scritta a causa di una “grande povertà argomentativa e linguistica, schemi preconfezionati, senza una grande capacità di ragionamento, scarsa originalità argomentativa e linguistica, scarsa originalità e consequenzialità, in alcuni casi errori marchiani di concetto, diritto e grammatica.”

Le carenze di queste persone, che, tra l’altro sono laureate, richiamano i dati di Invalsi per gli apprendimenti nella scuola. Ragazzi che sanno leggere, ma non scrivere e comprendere un testo. Apprendere senza capire. Si tratta di un quadro veramente inquietante per il futuro della nostra democrazia.

A questo proposito c’è però un felice iniziativa. In questi giorni a Firenze si apre a Firenze la mostra introduttiva al Mundi, Museo nazionale dell’Italiano, che sarà definitivamente inaugurato entro la fine del 2023 a conclusione dei lavori.

Il progetto fortemente voluto dal linguista Luca Serianni, che purtroppo ci ha lasciati in questi giorni e che ha lavorato insieme a colleghi e allievi con il sostegno finanziario dello Stato e di altre istituzioni. Saranno aperte al pubblico fino al 6 ottobre 2022 due sale nel complesso storico di S. Maria Novella.

Nella prima sala appare una linea del tempo per evidenziare l’evoluzione della lingua a partire dal Placito di Capua fino alla sceneggiatura originale di Pasolini per il film Mamma Roma del 1962, un documento significativo sul romanesco contemporaneo. L’obiettivo è quello di dar vita ad un museo capace di custodire la memoria trasmettendola alle nuove generazioni attraverso un approccio innovativo. Si tratta di un linguaggio grafico e audiovisivo adatto al dialogo con le nuove generazioni abituate alla sintesi visiva della rete e, allo stesso tempo, utile agli studiosi.

Nella seconda sala i visitatori saranno accolti dalla proiezione di molte frasi celebri: “Non c’è dubbio che gli angeli nel cielo parlino italiano” (Thomas Mann), “Nella bella lingua che abito, e che è la mia patria” (Raffaele La Capria), La distruzione del linguaggio è la premessa a ogni futura distruzione” (Tullio De Mauro), “Tutto può cambiare, ma non la lingua che ci portiamo dentro, anzi che ci contiene dentro” (Italo Calvino). E poi postazioni narranti. La Società Dante Alighieri ha prestato Le parole hanno una storia, sull’evoluzione della lingua, l’arrivo ed il tramonto dei vocaboli, il legame con altri idiomi, le specializzazioni. Il Mundi intende testimoniare la grande varietà della cultura italiana attraverso l’evoluzione della lingua.

Riguardo all’insegnamento della matematica vorrei parlare della mia esperienza personale. Sono arrivata al Liceo Scientifico con una preparazione normale, senza infamia e senza lode. Quando però ho affrontato gli studi sugli integrali, le derivate, i concetti di limite e di infinito, il calcolo della probabilità mi si è aperto un mondo meraviglioso, che mi dava la stessa soddisfazione del tradurre Tacito e Ovidio, di studiare Dante, il pensiero di Giordano Bruno, di Spinoza o di Kant. Non ho osato però iscrivermi poi alla facoltà di Matematica per una specie di timore reverenziale. Successivamente durante la mia attività di docente mi sono occupata anche di problemi matematici a supporto dell’insegnamento dell’economia e della finanza.

Non so come venga insegnata la matematica oggi a livello di scuola primaria e secondaria. Forse bisognerebbe renderla più comprensibile collegando i diversi teoremi al contesto storico in cui sono stati elaborati e dare risalto alle vicende personali dei loro autori. Vicende, a volte tragiche, a volte comiche che, in ogni caso, evidenziano come i matematici siano coinvolti negli accadimenti della società in cui vivono come avviene per tutte le altre persone.

Inoltre, tenendo conto, a proposito dell’insegnamento della matematica, che si tratta di affrontare un linguaggio nuovo e diverso in quanto costituito da numeri, grafici e formule, vorrei citare il caso di André Weil, grandissimo matematico francese, che coltivava anche una passione per le lingue antiche, specie per il sanscrito.

“Egli riteneva che lo sviluppo di nuove idee matematiche procedesse di pari passo con lo sviluppo di forme linguistiche elaborate. Per Weil non era certo una sorpresa il fatto che in India l’invenzione della grammatica avesse preceduto quella del sistema decimale e dei numeri negativi e che l’algebra degli arabi fosse nata dal sofisticato sviluppo della lingua araba nel periodo medievale. Le notevoli competenze linguistiche di Weil contribuirono alla sua grande abilità nel creare un nuovo linguaggio matematico che gli permise di articolare delle sottigliezze concettuali altrimenti inesprimibili”. (Marcus DU SAUTOY, L’ENIGMA DEI NUMERI PRIMI, BUR Rizzoli pagg.539-540).

Vorrei, a questo punto, citare alcuni punti dell’intervista che Alain Connes, uno dei più importanti matematici viventi, ha rilasciato alla Lettura del Corriere il 19 dicembre 2021.

In questa intervista egli parla dei suoi esperimenti per tradurre i numeri primi in composizioni musicali. In base alla teoria dei “motivi” elaborata da un altro grandissimo matematico Alexander Grothendieck che, nel paesaggio dei numeri primi di Riemann, aveva scoperto “i motivi “che contengono un proprio ritmo anche se non una melodia vera e propria. E dichiara di trovarsi in sintonia con il compositore francese Olivier Messiaen che aveva tradotto in musica i canti delle diverse specie di uccelli.

Egli racconta di aver composto al pianoforte un pezzo per ogni numero primo e che in questo processo creativo ha sperimentato come nella creazione matematica e in quella artistica sia importante anche “l’estasi”, “il rapimento” ossia il ruolo dell’inconscio. Questo lavoro dell’inconscio non è prodotto solo dall’emisfero sinistro del cervello ma entra in gioco anche l’emisfero destro, connesso alla sensibilità e all’emotività. Questa componente emotiva in genere viene compressa nella matematica pura e quindi, secondo il suo pensiero, la musica è un modo per ristabilire un equilibrio.

Quindi il legame tra matematica e musica e molto più stretto di quanto si pensi. Molti scienziati hanno avuto passione per la musica come Albert Einstein e Fabiola Giannotti, direttrice del CERN di Ginevra con dieci anni di Conservatorio. Grandi musicisti come Philip Glas o Pierre Boulez a loro volta avevano conseguito anche un titolo di studi in matematica.

Connes continua con la distinzione tra algebra e geometria, in cui la prima a che fare con la dimensione del tempo come la musica. Infine, affronta il tema dell’Intelligenza Artificiale la cui importanza crescente nella società lo preoccupa in quanto alimenta una progressiva scomparsa del bisogno di capire. Si accetta che si possa” fare” senza “capire”. E conclude: “Io distinguo tra fare senza comprendere, quel che fa la cosiddetta intelligenza artificiale, e il comprendere senza necessariamente fare”.

Mi scuso di aver abusato del vostro tempo, ma queste considerazioni mi hanno riportato ai tempi lontani della mia giovinezza quando avevo percepito il potenziale poetico e filosofico della matematica e che volevo condividere con voi.

Sono fermamente convinta che ogni apprendimento è una scoperta che genera allegrezza e libertà. Elide Sorrenti

A questo punto vorrei segnalare a chi fosse interessato che, dopo una bellissima presentazione di Telmo Pievani sul Corriere del 26 giugno scorso, in questi giorni è uscito il libro di un giovane matematico Paolo Zellini “Discreto e continuo “Adelphi pag. 406 €28,00.

Con questo chiudo augurando a tutti liete vacanze anche se in tempi piuttosto infausti e burrascosi.

In reply to Elide SORRENTI

Ri: Insegnare Italiano, Insegnare matematica

by Francesco Cortimgilia -
Grazie Elide, leggerti genera sempre “allegrezza e libertà”. Grazie per le tue preoccupazioni, che sono le nostre, le tue segnalazioni (ne approfitteremo a Firenze e in libreria) e per le tue riflessioni su i rapporti della matematica con musica, filosofia, linguaggio. Ci hai dato tanti spunti per il nostro gruppo di lavoro sulla didattica della matematica. Approfitto dell’occasione per fare anch’io i miei auguri di buone vacanze e per darci appuntamento al 3 settembre alla conferenza di servizio OPPI. Potrebbe essere il momento giusto, come suggerito da Andrea, per costituire il gruppo di lavoro. Che ne dite? A presto
In reply to Francesco Cortimgilia

Ri: Insegnare Italiano, Insegnare matematica

by Francesco Cortimgilia -

Carissime/i, come state?

Spero di vedervi sabato 3 settembre alla Conferenza di servizio. Credo che sia il momento migliore per formalizzare la nostra disponibilità ad avviare un gruppo di lavoro sulla didattica della matematica.

A sabato.

In reply to Francesco Cortimgilia

Ri: Insegnare Italiano, Insegnare matematica

by Francesco Cortimgilia -

Buongiorno!

 

Questa mattina, alla conferenza di servizio, abbiamo formalizzato il lancio del gruppo di lavoro sulla competenza di matematica.

Alle 14.30 possiamo incontraci on line, non per avviare i lavori, ma per un primo scambio sul modo di lavorare ed una ipotesi di calendario.

gruppo matematica
Ora: 3 set 2022 02:00 PM Roma

https://us02web.zoom.us/j/89515432296?pwd=OVAxNGN5cUMya1Bsc0hrSG1KblFQQT09

ID riunione: 895 1543 2296
Passcode: 392746

 

 

Trovate qui le slide che ho usato per l'intervento di oggi

https://docs.google.com/presentation/d/1PCLivP-y0jFf-Qdw7sOKgY2lyMEwjwxmG6hNr0zfRf8/edit?usp=sharing

 

In questo thread, i documenti e le riflessioni che abbiamo finora condiviso

In reply to Francesco Cortimgilia

Ri: Insegnare Italiano, Insegnare matematica

by Adalberto CODETTA RAITERI -

Ero presente a Milano ed ho sentito la proposta di Francesco. Non è stato possibile discuterla nei grupppi del pomeriggio perchè la conferenza di servizio si proponeva di formare gruppi che, utilizzando il patrimonio OPPI, definissero nel breve periodo un'offerta formativa. Con questo scopo si è formato un gruppo della secondaria di secondo grado.

La proposta di formare un gruppo di ricerca on line sul tema individuato nellle slide che hanno corredato l'intervento di Francesco è interessante e intendo parteciparvi.

In reply to Elide SORRENTI

Ri: Insegnare Italiano, Insegnare matematica

by Rita MENNA -

Elide carissima, leggo con molto interesse il tuo intervento sul forum, anche perché purtroppo non sono riuscita a raggiungerti durante l'estate. Spero però che presto possa sentire la tua voce.

La discussione sulla Matematica mi interessa, anche perché durante i tanti anni di insegnamento nel liceo scientifico ho ritenuto doveroso affrontare il rapporto tra la matematica e gli altri ambiti del sapere. E così i ragazzi e io stessa esploravamo temi quale l'origine dello zero, gli apporti da parte degli Arabi e dell'India, gli apporti dei Greci e i limiti scientifici dei Romani. E poi, nella società alto-medioevale, il passaggio dal pensare il mondo con il metro del “pressapoco” alla visione dell ' ”universo della precisione”... E poi, nel passaggio dall'età cosiddetta medioevale a quella moderna, i contributi dei tecnici e degli artigiani alle conquiste della scienza moderna...

Nel mio Liceo un mio collega, insegnante di Matematica, affrontava questa disciplina da un punto di vista “filosofico”, che, da parte mia apprezzavo e condividevo.

E invece, agli esami di maturità, i suoi allievi raggiungevano esiti poco soddisfacenti, se non fallimentari. Cosa non andava? Questa domanda la rivolgo anche ai miei soci OPPi, anche perché fino ad oggi sono riuscita a darmi scarse risposte. Tra le quali c'è questa: gli studenti, pur abituati al pensiero critico, erano stati poco “allenati” alla soluzione tecnica dei problemi....