La Brianza: origini e storia

La Brianza: origini e storia

by CARLO PRETI -
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Gentili Professori, gentili compagni di Corso,

per quanto riguarda le idee per la mia progettualità, vorrei dire, come ho detto anche nel Forum con la Professoressa Esther e gli altri compagni di Corso, che mi veniva difficile pensare alla città dove vivo e alla sua storia. Vivo a Lissone da un anno e tre  mesi ed ho vissuto a Monza per cinquant'anni (ne ho cinquantanove) e, i miei genitori e parenti, sono di Bologna e della Provincia di Ferrara;  nonostante questo io ora, senza trascurare le mie radici lontane, mi sento brianzolo, sì, perchè mi rendo conto che sia più giusto parlare di Brianza, di cui Monza è la Capitale ma nella quale vi è un'unità territoriale e culturale di fondo straordinaria, pur con le sue diverse città, abitudini e la difesa delle proprie peculiarità, fosse anche una minima differenza dialettale.

Io mi trovo cioè, a far parte di un Territorio dove, come sottolinea Wikipedia:" Nonostante la mancanza di un'istituzione territoriale, il senso d'appartenenza a quest'area è decisamente spiccato tra i suoi abitanti. Le diverse zone della Brianza presentano del resto numerosi tratti che le accomunano tra loro e le differenziano dal resto della Lombardia, di natura geografica, demografica, economica, sociale, culturale e linguistica".

Mi verrebbe quasi da parlare, in senso antico del termine, quasi di Clan, dove ciascuno ha insofferenza nei confronti dell’altro su cose banali e questo lo risolve con appellattivi (ad es. i Lissonesi, anagrammando il termine “caproni” erano e sono ancora detti oggi, dai monzesi, “crapòn)

Ecco quindi che la mia attenzione e il mio percorso si pone sul Ghiacciaio che dominava la Brianza giungendo fino alla città di Arcore e cavalcando o formando, ecco una domanda, il territorio, dalle colline di Montevecchia e dintorni, ai Corni di Canzo e al Resegone e le Grigne come confine a Nord e le pendici ai confini con la Bergamasca come la Valcava a Nord-Est. Dobbiamo probabilmente, come sottolineava la Prof.ssa Pelfini per altra località al Ghiacciaio ed al suo ritiro, la presenza di un territorio costituito da terreni sabbiosi e sassosi a sud e argillosi a Nord con la formazione di risorgive dalle quali esce acqua sempre fresca e che hanno probabilmente influito sull’economia locale con la lavorazione della lana, della seta attraverso la coltura dei Gelsi e dei Bachi e, probabilmente scambi con l’Oriente?

Dalla presenza umana nel Paleolitico con i ritrovamenti animali dell’Orso delle Caverne e di manufatti umani nel Buco del Piombo sopra Erba alla cultura Villanoviana documentata presso i Musei brianzoli fino alla fortissima presenza dei Celti-Insubri e degli Etruschi e chissà di un loro probabile incontro-scontro.

E dal paganesimo celtico, unitamente alla presenza, appunto delle risorgive, la nascita di Ordini religiosi come gli Umiliati e la loro lavorazione della lana, presenti da Agliate a Lissone, a Monza e a Vimercate; gli Agostiniani che scelsero proprio la Brianza come loro sede (Convento degli Umiliati a Monza- Chiesa di Santa Maria in Strada e refettorio della Scuola Media Confalonieri), come i Catari fondati a Concorezzo, poi perseguitati e massacrati.

Fondamentale, ad es. per la città di Monza, la presenza dei Longobardi e dei Franchi.

E la lavorazione del mobile proprio a Lissone, sua “capitale”? Memoria storica di un’antichissima capacità di incidere il legno o altro motivo (in Brianza la presenza di Ebanisti straordinari sia per i mobili che per le cornici). D’altra parte la Brianza era coperta fino a Como da una fitta foresta, ce lo insegna Manzoni nei Promessi Sposi e nella fuga notturna di Renzo.

E la presenza di Laghi (residuo del Ghiacciaio?) e di corsi d’acqua importanti come l’Adda e il Lambro e i lori innumerevoli Mulini, il Seveso, la Molgora.

E se l’innumerevole presenza di canneti avesse portato, sempre come memoria genetico-storica alla formazione dei gruppi dei Firlinfeu di Macherio, gruppi musicali che costruiscono e suonano flauti di Pan di tante misure diverse e con costumi tipici.

Da non sottovalutare il legame con la presenza Celtica, ad es., il Festival celtico a Villa Greppi a Monticello. A Villasanta risiede e opera il M° Sangineto, costruttore di Arpe Celtiche e Strumenti antichi, grande ebanista; tra le sue Arpe quella di Alain Stivell.

E riguardo la formazione geologica precedente al Ghiacciaio; dove devo indagare?

Seguivo la trasmissione del Prof.Tozzi, sabato sera e ho trovato due cose molto utili e, credo, inerenti con questa domanda.

La spiegazione del Prof.Grieco sull’origine della Valsassina, riguardo eventuali sconvolgimenti che potrebbero interessare anche la formazione del territorio della Brianza.

Il fatto che, proprio in Inghilterra, con il Carbone, sia nata la Rivoluzione Industriale; un’eventuale analogia con Sesto San Giovanni per la Siderurgia e per il mobile a Lissone?

Un campo di ricerca potrebbe essere, a mio avviso, anche lo studio sistematico delle desinenze finali, per attribuire l’origine esatta dei luoghi, dei nomi e delle località vuoi Longobarde in “ate” (ad es.: Vimercate, Agliate, Carate, Bernate, Baranzate, Agrate) e celtiche in “ago” (ad es.: Ornago, Busnago, Mezzago) e anche delle finali latine.

Carlo