Quando ci vediamo? - tre suggerimenti e uno schema

Quando ci vediamo? - tre suggerimenti e uno schema

by Francesco Cortimgilia -
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Guardate la vostra agenda. Vi propongo la data di Venerdì 4 novembre per incontraci su zoom dalle 17.00 alle 18.30. 

In attesa delle vostre risposte, allego anche qui il messaggio inviato oggi sul forum oppi. A presto.

 

Mi è stato chiesto di esplicitare la procedura seguita per i lavori sull’insegnamento della matematica e dell’Italiano che ho condiviso con voi su questo forum. Mi è sembrata una operazione utile e ne è venuto fuori l’articolo che vi mando.  Lo ritengo però un documento pertinente per il nostro lavoro sulla matematica  e in particolare i paragrafi 3 (tre consigli) e 12 (uno schema….) che riassumono tutto in breve (l’articolo spiega come si arriva a quei consigli e a quello schema a partire dai documenti ministeriali). 

La mia opinione è che se ne possono trarre indicazioni operative concrete, fondate pedagogicamente e con riscontro nella normativa. Sarà il gruppo a valutarne la viabilità e il possibile contributo alla progettazione comune.

In reply to Francesco Cortimgilia

Ri: Quando ci vediamo? - Una proposta "per far parlare la bibliografia"

by Francesco Cortimgilia -

In attesa di incontrarvi, vorrei farvi una proposta, utile per il lavoro interno, ma che potrebbe essere già rivolta verso l’esterno.

 

Nell’aderire al gruppo, molti di noi hanno proposto un testo, così che abbiamo una nostra bibliografia essenziale per partire:

 

  1. Il documento OPPI del 1988
  2. Lo zero il senso comune
  3. L’insegnamento della matematica oggi (situazioni problematiche per la competenza in azione)
  4. Matematica Stupore e poesia
  5. Matematica e la sua storia
  6. La matematica per concetti (Il contributo di Beppe Pea)

 

Che ne dite di un incontro per far parlare la nostra bibliografia?

 

Penso alla presentazione (in 5 / 10 minuti) dell’attualità del documento, offrendone un esempio, una suggestione per la didattica, la ragione di fondo per cui lo avete proposto….

 

Adalberto, quale dei due documenti che hai proposto presenteresti?

Angela, ti puoi occupare di Matematica e poesia?

Io potrei occuparmi del numero 3

Anna, ci faresti una prima presentazione del lavoro di Pea?

Di Matematica e storia, oltre Angela, hanno fatto esplicito riferimento Abele, Elide, Rita. Volete occuparvi di un esempio, a partire dal libro proposto da Angela o dalla vostra esperienza?

 Altre proposte?

 

Lasciatemi dire che se la cosa risulta fattibile, io farei una scaletta da usare per rinnovare l’invito a colleghi e studenti, che so interessati alla questione, ma che hanno bisogno di capire come ci muoviamo per essere stimolati a partecipare.

In ogni caso, questa ricognizione di approcci al problema (e la varia risonanza che avrà in noi) andrà accompagnata con le precise domande di Anna e di Adalberto sull'approdo che immaginiamo per il lavoro del gruppo e sul supporto che possiamo dare alle scuole su delicate questioni di metodo e di contenuto che provengono dalla ricerca scientifica attraverso PISA e INVALSI

 

Fatemi sapere che ne pensate (In ogni caso segnatevi la data del 4 novembre in agenda).

In reply to Francesco Cortimgilia

Ri: Quando ci vediamo? - tre suggerimenti e uno schema

by Elide SORRENTI -

GRUPPO MATEMATICA

Carissimo Francesco, prima di tutto mi scuso con te e con gli altri partecipanti alla riunione del pomeriggio nel seminario del 3 settembre scorso a cui non ho potuto partecipare per un imprevisto arresto del computer, i cui programmi erano stati aggiornati da poco.

Ho letto con attenzione le tue slides e ne ho ricavato delle riflessioni sui seguenti punti:

Slide n. 2 Le testimonianze degli studenti

Slide n.4 La difficoltà di approdare ad una didattica per competenze centrata sul soggetto che apprende.

Slide n.3 Che suggerimenti vengono dalle Indicazioni e dai Quadri di riferimento e Invalsi

  1. Slides n.2 e n.4

Secondo la mia percezione, vi è legame piuttosto stretto tra gli enunciati delle slides n.2 e n.4. sia se si vuol fare semplicemente un’inchiesta su cosa pensano gli studenti della matematica e di come viene insegnata. In questo caso può essere utile elaborare un questionario ad hoc da far compilare a ciascuno.Se invece teniamo conto anche dell’esigenza espressa nella slide n.4, allora è forse più importante esplorare quello che gli studenti già conoscono della matematica.

In questo secondo caso, il brainstorming, ossia la procedura che il docente gestisce presentando uno o più concetti della disciplina, che però in certi casi possono anche essere usati nel linguaggio comune. Ogni studente è invitato a dire a ruota libera che cosa, quale situazione pratica o teorica gli ispirano i concetti proposti. Il docente scrive ogni risposta sulla lavagna. Il compito successivo parte dalla riflessione sui vari significati emersi fino a decidere e scegliere quali concetti collocare nella matematica o in altre discipline. In questo modo gli studenti imparano ad astrarre i concetti matematici, a confrontarsi e a lavorare insieme.

Un concetto corrisponde al nome che si dà ad un insieme di oggetti considerati equivalenti nel contesto in cui è collocato. Qualora il contesto cambi, anche il significato del nome può cambiare e gli oggetti possono manifestare altre proprietà funzionali.

Il percorso storico delle discipline è connotato dall’evoluzione del pensiero scientifico attraverso la ricerca e la creazione di modelli che spiegano i fenomeni studiati per mezzo di un linguaggio formalizzato atto a rendere precisa la comunicazione.

L’allievo deve poter percepire la conoscenza come un processo continuo di ricerca e quindi la relatività dei modelli.

Vi è poi una correlazione tra i nodi concettuali che vengono proposti e le corrispondenti capacità e abilità da acquisire. Nel programmare l’insegnamento è importante tener presente la relazione tra stili di apprendimento (modalità con cui la persona assimila e ritiene l’informazione) e stili cognitivi (modalità con cui una persona elabora l’informazione). Il coinvolgimento personale e il verificarsi eventuale della scoperta aumentano il suo interesse per gli apprendimenti con l’acquisizione di nuove capacità e competenze, che a loro volta generano autostima e sicurezza

La crescita personale degli studenti deve avvenire non solo attraverso l’acquisizione di conoscenze e competenze, ma anche con l’assunzione di atteggiamenti responsabili ed autonomi. I processi formativi devono essere organizzati in modo da favorire l’autoapprendimento e l’autovalutazione di chi impara.

Lo studio delle diverse discipline può svolgere una funzione orientativa solo se è organizzato in forma laboratoriale.

  1. Slide n.3

1.a) Competenze chiave per l’apprendimento permanente e Nuovo Quadro di Riferimento Europeo del 12 maggio 2018  

b) Indicazioni nazionali e nuovi scenari, elaborato dal Comitato scientifico nazionale per il miglioramento continuo dell’insegnamento.

Si tratta di due documenti piuttosto interessanti ed utili per la visione sistemica in cui si colloca l’attività della programmazione didattica.

Il Quadro di Riferimento Europeo delinea otto tipi di competenze nella loro combinazione dinamica di conoscenze, abilità e di atteggiamenti.

Definizione di competenza: una combinazione di conoscenze, di abilità e di atteggiamenti.

Sono analizzate le otto macro-competenze tra le quali la competenza matematica.

Le otto competenze chiave sono “quelle di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personale, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione” e si caratterizzano come competenze per la vita.

2.Quadro di Riferimento INVALSI per le prove di matematica

Riguarda le classi della secondaria primaria e della scuola secondaria superiore di secondo grado. Per la quinta superiore sarà oggetto di un apposito quadro di riferimento.

La matematica come disciplina ha sempre coinvolto due aspetti, tra l’altro strettamente collegati tra loro:

-uno rivolto alla modellizzazione e alle applicazioni per leggere, interpretare la realtà e risolvere problemi della vita quotidiana;

-l’altro rivolto allo sviluppo interno, alla riflessione e alle speculazioni sugli stessi prodotti culturali della matematica. Di ciò è necessario tener conto nella didattica della matematica e nella valutazione dei processi di insegnamento-apprendimento.

Paragrafo 3. Quale matematica. Indicazioni nazionali e linee guida.

È un paragrafo piuttosto importante in quanto distingue molto bene le finalità dell’insegnamento della disciplina tenendo conto della sua struttura epistemica e dei risultati cognitivi ed emozionali dalle finalità delle prove INVALSI. Le prove didattiche (quelle effettuate dal docente) possono contenere domande che accertano il permanere di abilità e conoscenze acquisite in livelli precedenti, la cui padronanza è essenziale per l’esercizio di queste competenze.

Le prove standardizzate non devono e non possono sostituirsi all’azione dell’insegnante per la valutazione dei propri studenti. Viene fatta una netta distinzione tra le prove dell’insegnante e quelle standardizzate. Queste ultime non possono misurare e valutare gli aspetti metacognitivi o non cognitivi, né valutare pienamente il conseguimento di competenze nelle argomentazioni e dimostrazioni complesse e tendono a porre domande le cui risposte sono indipendenti da chi corregge e tendono ad eliminare ogni elemento di soggettività.

Le attività matematiche si possono aggregare in due poli in rapporto tra loro:

-        La risoluzione di problemi (interni alla matematica o applicativi)

-        L’argomentazione nelle sue diverse specificazioni e articolazioni.

Il rapporto tra i due poli è spesso un caso di problem-solving.

Le due attività matematiche Risolvere problemi e Argomentare richiedono conoscenze su oggetti matematici definiti come “concetti, segni, sistemi di segni, algoritmi e tecniche di trattamento, che sono strumentali al problem-solving e all’argomentazione. Gli aspetti trasversali sono:

Conoscere, Risolvere Problemi, Argomentare.

In conclusione, le Indicazioni nazionali richiamano l’importanza del laboratorio. In matematica, come nelle altre discipline, elemento fondamentale è il laboratorio in cui l’alunno è attivo, formula le proprie ipotesi, ne controlla le conseguenze, prospetta, discute, argomenta le proprie scelte e….costruisce significati.

Il quadro di riferimento Invalsi è, a mio avviso, utile per gli insegnanti in quanto vi sono molti esempi di domande chiave con le risposte esatte, di grafici da interpretare e per individuare movimenti e tendenze di fenomeni naturali o sociali.

Elide Sorrenti. Settemre-Ottobre 2022